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Auseriazionii. . in Udine domicilio, nella Provincia e nel Kogno, pel fosti. con diritto insane gioni; un anno... L. 94

er gli altri. 18 semestre, timeatro, mono in proporzione. Pap i'K- stero. aggihagero lo sposo

portati.

-@

di

BLTALIANA:.

Per l'Italia l’anno presente è l’anno delle sventure, Tutto quanto ci attornia, ormai reca angustia indicibile. Lo di- cemmo jeri : tra arresti, sequestri, scio» glimenti e processi, in parecchie dello città italiche sembra quasi interrotta ogni consuetudine di onesta cittadi- nanza. Poi penose, e troppo, le incer- tezze dell'avvenire!

Ed ora nggiungesi il lutto per la morte di un Ministro che, di confronto alia mediocrità d’ altri governanti, aveva fama di alto ingegno, e che por va» lentia tecnica, come per le necessità della politica, faceva ancora ben spe- rare di a pro della Patria,

I Giornali dedicarono jeri intere pa- gine di compianto al defunto Benedetto Brin, e noi fummo commossi alla let- tura de' telegrammi che descrissero gli ultimi momenti di lui e la commo» zione destata in Roma, oltrechè di quelti annuncianti straordinarie onoranze fu- nebri che si preparano a spese dello Stato,

K fra essi, fermammo l’attenzione sul telegramma che attribuiva alla morte repentina del Brin, quali cause acceleranti : il troppo lavoro e le emo- zioni, E del lavoro rimane, imperituro monumento, qitel complesso di navi meravigliose ch» sono vanto invidiato della Marina italiana; e delle emozioni, c'è pur troppo un amaro ricordo nella Cronaca di recenti diatribe parlamentari.

Quindi, anche per questo lutto, ci

«rattrissiamo al pensiero di certo di-

sordine morale che esiste nella nostra vita politica, e che ‘può influire così sinistramente, Difatti, oltre la veemenza della Stampa demolitrice, it quotidiano dibattimento della tribuna, se scom- pagnato da que’ riguardi cortesi che si dovrebbero a Colleghi e a Ministri, opprime gli animi e li amareggia, tanto più se sotto il peso di giudizi avventati ed ingiusti.

Oh! c’è bisogno assai di modificare i costumi della nostra vita politica nelle alte sfere, come c'è bisogno che dai recenti casi il Popolo minuto im- pari a conoscere i suoi amici e tribuni !

Almeno possano le sventure inse- gnare qualche cosa a tutti! A chi sta in alto, come a chi sta al basso, in questa Italia, che, dopo tante glorie succedute a secolari miserie, sembra non potersi ordinare a libertà vera e riu- scire degna del suo risorgimento.

Appendice della

11 dolce imperio

str ROMANZO

PF A: BALRLAROLI.

C'è anche un profondo sentimento della tristezza nella voluttà. Mi ci sono fermato più volte venendo quì. E anche il soffitto mi ha attirato ; quelle figure di dee, di sibille, nell'Olimpo, non hauno nulla d’elfeminato, di menzognero. Vi trovo una specie di fierezza virile, un movimento di passione.

Le piacciono le donne virili?

Quanto non siano sibille, rispose con garbata intenzione.

Cioè, enigma! E ne ha trovata mai sul suo cammino? chiese Chiara godendo nell'intimo suo a punzecchiarlo.

Non cesso ancora d'imbattermi in qualcuna di esse. . i

Le par proprio difficile capire la «donna ? Suvvia, alla sua età...

Egli la interruppe. appunto questo, ‘mia età... n

Vogliamo aprire una discussione pi ? intervenne Eva con bonarietà. An-

iamo, la nonna si sarà forse alzata.

lo scoglio, la

UN'ALTRA SVENTURA:

PATRIA DEL FRIULI 32°

N Giornale esce tultì | giorni, eccettuate lo domeniche. SI vende all’ Emporio Giornali e presso i Tabaccal in Piazze

I 60 ANNIVERSARIO DEL 148

al Passo della Morte.!!

20000

La dimostrazione di ieri non ebbe il carattere delle cerimonie ufficiali più o meno indifferenti più o meno con arte invogliate; poichè vi fu ge- nerale e spontaneo concorso di popolo, generale e sentito entusiasmo patrio.

L'alba fu pigra il cielo era plum- beo e la nuvolaglia intercettava l' illu- minazione febea di queste creste ancor nevose. Ma ecco ciò nonpertanto

le prime allegrezze, Il paese si imban- ;

diera e la prescelta scolaresca composta di oltre 200 tra alunni ed a- luone allo 5 già stipava i contorni delle scuole per essere condotta dagl’in= segnanti alla prima funzione religiosa della domenica alla quale tutti in- tervennero, 'l'ornati alle proprie case, le madri erano affaccendate nel vestire con proprietà i figli come per una festa da molto tempo promessa, nel mentre i veterani, in capannelli, narravano a- scoltati il glorioso fatto che :

Quella vita, che in ogni pupilla Come raggio divino scintilla,

E quel soffio che Italia rerlenta Dal Cenisio a Palermo avvivò.

La nuvolaglia. intanto si diradava, il sole vivificava le piante e riscaldava i semi negli ancor brulli campi Alla de- terminata ora, 8, le autorità comunali, i membri del Comitato, i prescelti re- duci i RR. Carabinieri e le persone più eccellenti del paese, tra le quali emergeva il medico Dottor Ruggero Zattiero, convenivano nel Municipio, nel mentre sulla piazza si stipava la popo- lazione, si riunivano le Società e si schieravano gli aluoni cogli educatori. Magica vista dava la scolaresca bene allineata, con quel berrettino tricolore gli alunni e con quel grembiule bianco u nastri diagonali rossi e verdi le a- lunue, Intanto per le scuole si andava preparando una grate sorpresa : la con- segna della bandiera ad ogni classe.

Scese Je autorità, un clamoroso Evviva le accolse, nel mentre il sin: daco consegnava le bandiere agi’ inse- gnanti e che da questi passavano ai più buoni e studiosi delle classi. H D.r Zattiero, con uno stile ingenuo, con una locuzione schiettissima, benchè sf- franto per la grave malattia di suo zio Francesco De Pauli la quale gl’impedì di portarsi colle autorità a Forni di Sotto pella commemorazione, ricordò il fatto, raccomandò agli alunni lo studio

(I) Avevamo accettato grati, l' offerta del- l' egregio signor Q3uald» Nigris, segretario mu- nicipale di Ampezzo, di rappresontarci nilo feste patriotiche di Forni, e di mandarci una rela - zione sulle medesime: senonche, veniamo fn- formati che nno stratto congiunto di Ivi, pro- prio domunica, versava in condzioni graviss me di salute; onds, probnbilmanto perciò, nulla il gignor Nigels o: wandava, Un altro amico no- stro, ll signor A. cho attro valle ei favori suoi geritti, ci manda In relaziona cho qui pubbli-

| chiam» contravvanemio al proposito ilì ce- stnaro gli semtti che fossoro pervenuti in argomento, come quelli erano troppo far- divi. Ma ci parrebbo vsaro sgarberia troppo gravo o sopratutto immeritata, f«cendolo, allo scrivente ct agli stossi abbonut: del Canale di Ampezzo, i quali certo loggoranno volentieri la storia della loro festa così bene riuscita, nie

Mosse per salire l’altro ramo dello | scalone che metteva nel vestibolo. 7 Era questa una sala vasta; in cui davano le porte dei vari appartamenti, le finestre ampie prospicevano, da una parte sulla strada, all’ opposto, sulla corte, Allo pareti di essa pendevano ri- tratti antichi, gli antenati degli Alta- riva, in costumi dei tempo, o in toga o in spada, in pitture annerite di ve- tustà, Un pastello di piccole dimensioni, la consorte di un Altariva che aveva aderito alla compagma di Alberico da Barbiano, di Romagna, morto poi agli ordmi del Piccinino, lo si attribuiva al Pisanello.

Rassomiglia molto a mia madre, esclamò con voce commossa Eva.

Si fermò ancor un po' a contem- plarla. Povera mamma, era assai bella ! Attorno continziva la galleria di quadri, dar te npi di Gastone di Foix, e giù, giù, fino a tempi dei Malatesta, di Napolcone, ail ultimo, il consorte della signora Marianna, in abito da

crociato veneto del’ 48,

Di tutti, or Eva or Chiara, fecero al conte una sintetica cronaca storica con una certa passione come scenilesse st esse il riflesso di quelle glorie avite.

Carraro le seguiva attentamente, cnl- land si nel fascino di grazia delta D' Orio

i che, inconscia, sbocciava motivi d'a- ' more da incantare quell'anima smar-

Vittorio Emanuele e Mercatovecohio, Un numero cont. &, arrelrato cent. 10. Pirri ot

degli avvenimenti ‘pattiî, lamore alla ,

vera. libertà, } obbailienza ai superiori | presero varie ed alle istituzioni 61’ obbligo che în- |

combe loro di difendere quella bandiera che fu sogno dei nostri avi e per avere la quale tanto sangue fu 5; il molto reverendo David

a memoria l’azione degna di rinomanza ed inenlcando i doveri terminò dicendo che come i nostri avi prignarono a Le- gnano nel nome di Dio e Patria, essi levono nel nome di'Dio, Patria e Re difendere la gloriosa “nostra bandiera. La popolazione, commossa a tanti saggi avvertimenti plaudì fedelmente,

Il corten si formò, con ‘tuesto ordine : gli alunni e fe alunne: preceduti dalle bandiere nazionali ed ‘accompagnati dai rispettivi maestri e meestre, la brava fanfara della S»cietà filodrammatica, i veterani - prescelti con’ bandi i quali si unirono due-Garibald visa e fregiati della ‘medaglia al valor

litare, la società operaia con bane diera, il Municipio e Comitato con ban- diera e per ultimo numeroso popolo, E percorre il corteo il‘ paese tra fitto po- polo e suona scelte marcie la fanfara e si agitano al sole le ‘bandiere. Lu festa era ammirabile e ‘grandiosa. All’ uscita dall’ultima frazione, 4 carri seggiamente preparati dal lodevole Comitato, racco- glievano la maggior:parte della scola» resca, nel mentre la più ‘anziana e ro- busta coi loro insegnante ed autorità

precedevano militarmente a piedi. A S. Antenio Ciampogna, l' ispettore sco-

lastico circondariale, Benedetti, che non risparmia cure e fatiche per accorrere ove può essere utile, netessario e desi- derato, venne incontro al corteo ed alla scolaresca, dette loro il'buon giorno e ne prese la direzione. Scesi dai carri, il corteo si ricompone e continua per Forni di Sotto. A circa 12 Cm. dal paese quella rappresentanza, coi vete- rani, coî Comitato, eoi pompieri, col vessilto del 1848, colla numerosa scola- resca e colle bandiere, accompagnati dagli insegnanti, e con numeroso popolo, attendevano il corteo di :Forni di Sopra. I fanciulli aveano il"berrettino tricolore e ie fanciulle il grembiule bianco con nastri rossi e verdi. L'incontro avvenne tra gli alternanti: Evviva Forni di Sotto e di Sopra, il suono della fanfara ed il rombo dei mortai. Scambiati i saluti fra le autorità, il pettore forestale addetto a questi rimboschimenti improv- visò un breve, ma eloquente discorso d'occasione, Riuniti i cortei procedet- tero verso il paese. Le case erano im- bandierate, sugli archi sventolavano bandiere con belle epigrafi appese, e le vie e le fineste erano gremite di spettatori. Ivi li attendevano ‘molte per- sone ragguardevoli di Amj , Soc- chieve, Enemonzo, Gorto, Tolmezzo e tra i quali il R. Pretore, il tenente dei RR. carabineri, gl’ ingegneri Rizzani e Valussi, il notaio dott. Bonanno, Emilio Piazza rappresentante i Cadorini ecc., le bandiere delle società operaie di Tolmezzo e Prato Carnico, la bandiera del tiro a segno di Tolmezzo con l' ot- tima banda di quella città, Il corteo divenne lunghis: i triottei la ban:ia e la fanfara durante il viaggio fino al Passo delia Morte.

rita, ahimè! già presso al mezzo del cammino di sua vita, Ma, conservando tutte le: sue illusioni, volle professare ancora a rignardo «di Chiara una specie di rispetto sommess» e disereto : avrebbe desiderat» che ii suo cuore, che aveva dormito -in un torpore esangue e che ora aveva delle delicatezze più inaudite, venisse un po’ apprezzato della fem- minilità della D' Orio.

Mentre stavano per entrare nel ti- nello, s' aperse ?a porta, dalla parte op- posta, e comparve Giuliano Altariva.

Eva sussultò, Era la prima volta che ella vedeva suo padre uscire dagli ap- partamenti della estinta. E la sua sor- presa dolorosa non tacque nemmeno scorgendo su quel volto, un sfatto, un soffio di pace, di sensibilità buona.

Giuliano s'avvide che gli occhi un po’ timidi della figlia lo interrogavano @ provò come un bisogno di confessare tutta la sua pena che veniva davvero consolata, per sottrarsi al muto filiale rimprovero.

{ H conte e Chiara erano già entrati. È Altariva con voce sommessa chiamò la ! figlia: a

Eva, Eva. °

La fanciulla retrocetò di alcuni passi,

* volgendo intorno a lo sguardo lie- ° vemente velato dalla commozione. i La ssla d’ingresso, un po

dalle pesanti pitture e dal |

f

arso, Seguì tune parole rin acuglia cap- ! disse lo scopo della i peliano maestro, il quale con semplicità, | gli oratori nelle persone dell’ ingegnere ; ma acconciamento e moralmente ridusse ; Rizzani e del R. Ispettore scolastico.

|

ITA INIT e

i rono, elogiarono, incuorarono e die- |

arolegle, “nt 4 ziamento, @06,,..# tono chi di filato di.A zione, Via mero fi

mera crm ine deren

Ricordi e ricorsi sto!

La «Jacquerie». - Questa parola Jacquerie è stata stam- pata più volte nei giornali siena dee iuni " i rante i gravi tumulti che si su ring e pnl nelle Piglio, nelle Marche, in altre re: gioni d'Italia e che banno avuto ter-: mine colla violenta sommossa .di Milano. : Certo, si è peccato alquanto di esage- razione, volendo confrontare i disordini

Durante la traversata, dei dilettanti fotografie. Giunti e schie- rati nell'ampio piazzale, lo spettacolo era imponente, massime veduto nel suo insieme, Il signor Martina, con oppor- gli intervenuti, ©

Non riprodurrò i discorsi per il desi- derio da molti dimostrato che venissero

dati alle stam r conservarli a po- | TA > con renne somala. PAiesiderio che edito pei questo maggio in Italia, con-le ter: i

verrà esudito, e dirò solo che stile ma» ribili scene della jacquerie francese, dr: schio e sublime luno, ingenuo e semplice ; bisogna pur riconoscere -— esaminani l'altro, con elevatezza di concetti‘ 6 ; per ese

i i © jicorda- | di Molfetta 0 Minervini stringenti argomentazioni, la ricorda- ; più di cinque secoli di

Murge che:a istanza, in mezzo dero utili e desiderati ammaestramenti ! 8 tanto clamore di civiltà, hanno po- e necessari avvertimenti, Gli. oratori i tuto ripetersi quelle scene scelvaggie che vennero vivamente applauditi e 5'eb- i furono Pravesaia alia Roia canone bero meritate congratulazioni, Le sco- { Met a O riornata del 4 ed gio Pi lareschecantareno Der ei ! Minervino Mir e, pon forma che sn e patriottici e quelli di Forni di Sopra nodo Pater ad Den degno di figu> vennero accompagnati dalla fanfara. Rd j P Ta It altri. più ‘gn È

ecco al suono della marcia reale, allo i rare fra i molti altri più o meno ter-

i Taro, n h sparo dei mortai ed al rimbombo di | ribili della jacquerie. Nr senerali evviva, scoprirsi la lapide mu- | Crediamo utile a questo proposito il rifare brevemente la storia di questa

rata nella roccia. Sa questa roccia HI di 24 maggio 1818 Cento intrepldi Fornesi e Cadorini Con rovina di massi Mille armati Austriaci respinsero

sanguinosa rivolta mediovale, perchè anche da essa possono scaturire degli ammaestramenti per le nostre classi di-. rigenti. -

Si era ai tempi del re Giovanni II, detto il Buono strana ironia delle

Questo varco e i parole? che succedette, sul trono di

Passo della Morto i Francia, a Filippo YI di Valois. Nel 50.me anniversario i I primi anni del regno di Givanni IL I Forsesi. non avevano dato altro risultato all’in-

(L'autorità politica fece cancellare le j fuori di enormi inaspr imenti fiscali, veri parole = Momito alla folle prepotenza j 2Îti di pirateria governativa, persecu- straniera !!). S i zioni durissime contro fe popolazioni

Poscia tutti siilarono avanti-le auto- ! SOflerenti che osavane opporsi, alla con- rità e nello stesso ordine ritornarono | tinus spogliazione, violenze d'ogni. ge- a Forni di Sotto, ove il corteo si sciolse, j NFe contro la classe borghese'e contro

‘lo i cgei (per fortuna isolati):

Alle 2 ebbe luogo il banchetto dei |! contadini. veterani di oltre 70 coperti nella sala dell’Atbergo Juanin ornata con eleganza. Nulta dirò del banchetto servito inap-

Dopo alcunì anni di regno con si

: mili graditi sistemi scoppiò la guerra i con Filippo di Navarra che, alleato de-

gli inglesi, sconfisse nel 1356 alla ‘bat-

puntabilmente. Rn not È taglia di Poitiers, le truppe del're Gio-

Letti diversi telegrammi dell’ ex Com- '

missario di Tolmezzo, di quel Sindaco, ;

Lino De Marchi, dei nipotì di Tita C: dorin, ecc., giustficanti l’assenza, iu ziati 1 brindisi dal R, Pretore con un Evviva al Re ed alla casa Reale, ven- nero continuati dali Ispettore scolastico Benedetti con un ringraziamento al Comitato ed alle autorità cittadine e continuati con discorsi applauditissimi

dai notaio Bonanni, dal sig. Emilio !

Piazza, dal segretario comunale di Forni

di Sopra ecc. Tutti brindisi improntati | a caldo amor patrio. i

Alle 4 la banda dette uno scelto con-

certo ed alle 5 le autorità congeda- pra | gentilmente alloggiata nella palazziua |

rono” La scolaresca di Forni di

della residenza dell’ispezione forestale

vanni. e fece il re stesso prigioniero; Fu appunto durante ‘la prigionia di questo re prigionia che durò quattro anni che avvennero le sanguinose stragi conosciute col nome di jacquerie.'

Si era nel maggio del 1358. Le op- pressioni incominciate dal re Giovandi erano divenuto più violente e più dure sotto il dominio dei suoi cortigiani e dei nobili che facevano corona al Delfino..

H 21 maggio di quell’anno, a Nointel, a Clermont e in altri paesi del regno, centinaia di contadini riunirono ‘nelle piazze pubbliche e tennero delle assems

lee tempestosissime. *

Uno dagli oratori della giornata gridò: . 7 Tutti i nob.li di Francia, icava- lieri, gl scudieri disonorano il regno:

venne a cura del loro Municipio ri- | farà bene colui che li distruggerà.

storata, ed alle 6 parte a

iedi e parte È

Un altro gridava : n Noi abbiamo perduto delle ‘batta=

suì carrì, colle autorità Ss’ avviarono a i Forni di Sopra ove percorsero il paese ' glie per la vigliaccheria dei nobili. Essi in corteo al suono della fanfara ed in : sono fuggiti mentre i nostri soldati:si

mezzo a calorosi Evviva. Aile 8 defi- ; nitivamente si sciolse, lasciando in tutti |

battevano. Essi preferiscono di spogliare le nostre case e di succhiare il nostro

indimenticabile ricordo ed una meritata ! sangue. s

pel Comitato. Manlio.

bescato cupamente dalia fantasia dii un pittore del secolo XVII e dalla luce | che perdevasi in quelta vastità, aveva . delle ombre che s'indugiavaso quasi { davanti alla folia di memorie che viva- i mente, in quell’ ora, pervase Eva. i

sun

"futto ancora allo stesso posto! esclamò Giuliano prendendole dolce- i mente le mani; tutto conserva ancora il suo profumo, la sua maniera. Mi son lasciato andare a portare ua saluto a quelle stanze, figlia mia, per ascoltare quasi fa voce di quell’angelo chs fa tua madre, Sai? uno serupolo! No, nulla si è levato a rimproverarmi, no, figiia miu... Vieni, vieni... torniamoci insieme,

E con dolce violenza Ja guidò. Ella obbedì macchinalmente, gli occhi umidi,- il petto trepidante come dinnanzi al-: ignoto. _

Perchè quella visita? Perchè quel sollievo? Ella connettè quella emozione col ricordo del. recente viaggio a Lu- cerna, ;

Entfarono. Giuliano aveva lasciati aperti i balconi. Nella prima sala i mobili, coperti di polversé grigiasira

# erano ancora allò stesso pesto:di sei |

suni prima e un angolo fa statuetta © di marmo ch'ella ricordava bene; sore rideva dello stesso sorriso manieratò. pecchio del camino aveva una tinta

stima e gratitudine pelle autorità ei

È altre concioni sempre più eccitanti si succedevano. ta Alla fine una voce gridò:

torno avevano uno splendore opaco. Min mano che Eva faceva condurre da una all'altra stanza, un odore: scre di chiuso, di polvere, di: abbandono l’avvilluppava stranamente, destandola dal lunguore che invadevale la sottile persona. Era come assorta. Stetto im- mobile in mezzo alla stanza da letto, colle braccia lungo i fianchi, —. suo padre l'aveva lascista contemplando U letto, intatto © preparato come. sa l’estinta potesse ritoruarvi. Contemplò la croce li accanto che sua madre aveva ricamato, lo specchio ove tante. volte elta, sfuggendo infantilmente 6 felice= mente alle ore che sua madre. la. ob=

i bligava di studiare, era corsa per.mi»-

rare le sue graziette da bimba, .i

OSO Br suoi occhioni vivaci. «i

Due lagrime le luccicarono sulle ciglia, ©

poi scesero lentamente a. rigarle..lo gote. è s si Intanto suo padre aperse tutti i:ti- retti e con mano tremante accareziò il.velo bianco. che ricopriva. tutti gli oggetti che erano appartenuti alla moria, © sui quali nessuno sguardo diurioso s'era posato, In un cassetto egli trovò. una rosa:secca i-la prese, ma al: tocco --i:petali .sparzero: al.suolo verizzati. Eva lo vide chiudere gli occhi. Forse in quel lampo a lui parve ri dere. così. caduto il suo sogno d’ai

- (Continua)

Cambi di Guarnigione,

Dopo la chiamata della classe si leg- gono tutti i giorni notizie di sospensione dei cambi di guarnigione. Giornali seri e diffusi si lasciano adescare du simili notizie e le danno per certissime. Si {la lettera per estenso «ul Papa Leone { tolto Pexegaalur, non è il pretesto della n; i comprende che, specialmente nelle città { N al Cardinale Ferrari di Milano, difesa che possa spiegare fa pubblità= | 1 bachi da seta procedono grandi, si possa accarezzare l'idea, da Crediamo interessante riprodurla, zione del messaggio Pontificio», tutto lascia 8 nea viachi chi vi ha interesse e da chi mal voleo- | «Signor cardinalo, Non poteva l'a- | La fettera del Pontefice non può ap- | colto P ° tieri lascia un capoluogo per una resi: | nimo nostro non commuoversi grande- | parire che un nianifeste, nel'quale, con " . Lati denza multo modesta che l'attende; | mente nell'apprendere i gravi-fumulti | erudezza di forma insolita in iui,-Leone satisana. È ma il fatto è che non si capisce come | avvenuti in vame regioni d'italia, ed i | NH rompe le ultime illusioni di coloro .{.- 1 baghi. In:. questi. paraggi i bachi anche teri l'altro possa essersi confer- | gravissimi, onde venne nei trascorsi { che tuttavia si ostinano ad immaginare | (che si trovano fra_la terza i mata l'idea del rimando dei cambi, | giorni funestata Milano. Lugubro al no» | il Vaticano, strumento di ordine e .di.i muta) progrediscono generali mentre il Giornale Militare Ufficiale | stro pensiero si presentava lo spetta» | pace nello Stato italiano. - <. i Di foglia ve.n' ha in abboni ultimo non lascia alcun subbio in pro- | colo dei sovversivi attentati e dello spar- | Il papa, con fa pubblicazione fatta, ha::| tutto fa: sperare: in. un: copi posito, Nella dispensa 27.a, Parte 2a, | gimento di sangue cittadino, non meno { voluto, oltrecchè coprire la responsabi= | raccolto. . . : : pubblicata il 21 maggo, « pagina 263 | pei male che rivelava che per quello | lità, approvare ia condotta di un cardi- | | 1a grandine: Stamane. del. g ra

detto: . ch® presagiva, poteva invero ii reo | nale, che non trovò di meglio da fare, | vojuni facevano presagire il'temporaie

«Hl Ministero ha determinato che nel | seme da lungo tempo sparso impune- | in giorni tristi per la patria, che ailone | gq aveva già incominciato « grandinate. « prossimo autunno abbiano fuogo, oltre | mente nella Penisola, con tauto per- | tanarsi da Milano! ma per fortuna la gragnnola; commi oi «i cambi di guarnigione preavvisati con { vertimento di idee, con tanta corruzione ll Popolo romano prende la lettera | xja pioggia, cessò . subito senza rec. do cla Circolare N. 16% del 20 dicembre { di costumi. e non ininore danno della | più filosoficamente, scrivendo : La let- | Ganni Agla, nr cu. s, anche i seguenti ; religione, non rendere amari fcutti, | tera è, in fondo, un rimprovero all’ar- i Ù vi . Perciò era da attendersi che l'ologuenza | civescovo, che si tenne lontano da Mi. | ===" ___——m<é— dei fatti facesse rinsavire pros quali | lano, dove poteva recarsi in due ore. diede de de Sede tede Re Se dee delete dopo avere osteggiato la salutare effi- | appena saputo dell’agitazione. Al tempo | TTT = a cacia della Chiesa e allontanato. Dio { stesso è una manifestazione del proposito | __:$ f! Pi gg dalla società, toccavano or ora con mano { di non rimuoverlo, ciò che per il mo- |: } del: Vi1618, Ì ra

mento si comprende. C'è poi, indiret- |: Ha ARE

le rovine deli’ opera demolitrice prose- e guita con tanto studio. Scorgiamo in- | tamente, un avvertimento cattolici, WS

Maledetto sia chi si opporrà alla distruzione di tutti i gentiluomini di Francia!

Un urto selvaggio della folla ineb- briata di vendetta rispose a questa in- vocazione ! È

Mille mani si levarono in alto, come per un giuramento solenne, e di a poco un grido solo echeggiava per tutte le contrade :

Morte ai gentiluomini |,..

più meno come ii primo maggio di quest'anno, i contadini di Minervino Murge gridavano; Morte ai galantuo- mini! e assaltavano le case dei privati uccidendo a colpi di scure e di pugnale le persone che avevano dato già Lutti i loro averi pur di aver salva la vita! Ma ben altrimenti spaventosa fu la

rivolta del 28 maggio 1358.

Quel giorno stesso le turbe di conta- dini affamati cominciarono ad assaltare i castelli e le case dei ricchi e dei no- bitì, portando ovunque il saccheggio, la devastazione, la rapina, l'incendio.

Centinaia di nobili furono massa- crati, fatti a pezzi, squartati, perfino bruciati.

Alcuni diari dell'epoca narrano forse esagerando che un giovane nobile fu arrostito vivo è che poi i ri. voltosi imposero alla sua moglie e ai

I giornali ‘di Roma ci giungono con.] muovere persecuzioni, non fu nemmeno

«Reggimento lancieri di Aosta (6.0) «da Saluzzo a Savigliano. « Raggimento Uavalleggeri di Piacenza «(18.0) da Savigliano a Saluzzo». . Queste parole sono tròppo chiare per non dar ascolto a coloro che vorrebbero falluo il Ministero della Guerra per

suoi figli di mangiarne la carne! una chiamata straordinaria di classì 0 { vece, non senza dolore, come essi gio- { cui fa capire che la chiesa abborre in mi eloò nel quinto meso del. Jacques Bonhomme (termine dispre- | che tentano di dar fuori notizie di foro vandosi del presento momento, dànno | dalle sommosse e dai tumulti, cui i quindi 18 ui airà indiscrotenza fa del giativo col quale i nobili designavano { gusto nella lusinga che si avverino. sfogo alle più malevoli insinuazioni, tra- | cattelici non devono partecipare e tanto , se a gentili Soci di Provincia; {quali

avessero pagato pel 1398, raccomandiamo di nedare, per. cartolima:-.vagiia, :aluese e ;

i contadini) era diventato peggio di un " :D importo del primo sei

cane arrabbiato e si vendicava in modo orrendo dei patimenti sofferti |

Uno storico dei più imparziali, a pro- posito di questi patimenti, narra che i mobili, per esigere le tasse dai conta- dini affamati, imponevano loro perfino la tortura e che, spesso, applicavano ai loro piedi dei ferri intuocati, per costringerli a mvelare dove avevano |. de L nascosto il denaro! e molto spesso {i depositi di carbone a Cauice ascen- questo denaro non esisteva e i conta | dono a 70 mila tonnellate e che vi sono dini erano costretti a soccombere fra { attese altre 100 mila tonnellate; così gli atroci spasimi della tortura. è assicurata ta provvista di carbone

La ribellione di Jacques Bonhomme | Per la flotta spagnuola. Volla pinta ‘elio uso spera: Quel che spetta a Sampron

nota, assunse fin - ©

tevoli 5 rispos: con ferocia raddop- por le prede di guerra, piata alle persecuzioni del passato. La N. F. Presse ha da Londra che

Dopo le prime rivolte di Nointel e { la quota spettante finora all' ammiraglio Clermont, l'incendio si propagò in un Sumpson per le prede di guerra ascende attimo per tutte le campagne. er a 150 mila dollari (pari a 750 mila lire).

A quell'epoca non v'era il telegrafo, Spor le Potizie si dillradevano con Una battaglia che non iu. una rapidità che sorpreade immensa» Il Financial News aveva pubblicato mente noi che viviamo in mezzo alla | un dispaccio privato da New York an- febbre dell' elcttnicità, nunziante una battaglia navale nel

Ja meno di tre giorni centomila con- | porto di Sant'Jago di Cuba, in seguito tadini si erano sollevati. ulla quale ta flotta spaguuola sarebbe

ducendo, quasi rei delie riprovevolì som- mosse, onesti cittadini, presi di mira sol perchè devoti alla Chiesa e ali’ A- postolica. Sede; ignorando, o fingendo d'ignorare, che sommosse, popolari non è la Chiesa che lo insegna, i cattolici cho fe promuovono, ma che è duopo cercarne altrove gli autori e i complici. 1

«lo critici momenti noi avremo desiderato che ella, signor Cardinale, si fosse potuto trovare nella sua diletta Milano, conc.liatore di pace e apporta-

meno promuovere. . Non sarebbe stato superfluo —.age giunge un altro avvertimento al clero, esortandolo ad inculcare nelle masse il rispetto al principio d'autorità .ed..a paso con animo volonteroso a cal: perl assoclerione «delle scarto uao mare le popolazio raccomandano 4 TIERRA anche dal pergamo rassegnazione a Dl Deere 4 Selle 0 sopportare le soffereaza .derivanti da A, -un.-favito pabblico;:col un’ annata di cattivi raccolti. Questa è ornato... una missione pacificatrice; invece. l' o- stilità passiva del clero all’ordine di cose stabilito fa si che ben pochi sa- tore di conforto. Togliere però a. motivo | cerdoti la adempiano. Se il Papa, quando questo fatto, che, senza malevoli j scoppiarono i primi tumulti, avesse pievenzioni, sarebba stato forse meno | trovato una parola viva di ‘raccomane osservato per lanciare sul capo del- | dazione al clero, sarebbe stata ‘molto Punto del Signore un torrente d’in- | opportuna e non senza influenza. giurie e trascinare tra mille vituperii ! Il Messaggero e la. Voce della verità È ta; un membro del Sacro Collegio, che è ' non commentano la lettera. Al telegramma di condoglianza da particolare vincolo congiunto a nvi | | L’ Opinione, discorrendo della lettera} la morte del Mibistro Brio, ieri spedito e alla Sede apostohca, come da pa- ' del Papa, giudica severo il monito:in-{:dal:signor:Presidente delli Deputazione recchi giorni con manifesta cospira» , lito a Ferrari, sebbene la seconda‘ provinciale, pervenne: zione usa si viene facendo; è un : parte della lettera non rispecchi esat- ‘| sposta : . oltraggio che, se contrista noi grande- ! tamente la situazione ; gia: i prov- ji tazion mente, non:può non recare sdegno ad : vedimenti delle autorità civili riguar Presidente, Deputazione ogni animo cristianamente civile, ; dano non la Chiesa i cattolici, ma ; sica Siamo persuasi che non è tanto alla . una fazione clericale, che volge la:re-"| Porgo a V. S.Ill.ma-i riagr: i erano persona di.lei, che ha dato in ogni oc- : ligtone a fini politi del Governo: per i sentimenti‘ espressi Alcuni di essì avevano scelto pel loro | rimasta distrutta ; gli Stati Uuiti avreb- { casione nobile esempio di carità pasto-j Lr Tribuna giudica.la lettera ‘una:{ nell'occasione: ‘dell “di SE. il capo un certo Charlet che fuceva | bero perduto settecento uomini, l’in- { rale, a cui.sono rivolte le ire, quanto i sfida lanciata contro il‘governo italiano: chiamare appunto J:cques Bonhomme | crociatore Neuv York e la corazzata | al principio rappresentato da lei, cioè. -Dice: « In presenza dell’ atto di vigoria

LA GUERRA FRA GLI STATI UNITI B LA SPAGNA,

quali dovessero

Provvista di carbone assicurata. La N. F. Presse ha da Madrid che

e che i gentiluomini, afla lor volta, } l'ewas. di tenere, sulle orme. di Ss. Ambrogio i compiuto dal Papa, } opinione ‘pubblica ti chiamavano il re dei juwques, A Ora telegrafano da Londra alla N. { e Carlo, intimamente. uuito a questa ' ne attende un'altro pari dal: governo da R Amp

Duecentocinquanta castelli e case di | F Presse che la notizia della battaglia | cattedra apostolica il gregge aflìdatole. Ì 4 tutela della dignità dei pubblici po- S " Ger siguori furono prese, saccheggiate e , che surebba avvenuta la sera del '23-{ Peraltro non comprendiamo a qual-bene : teri, a salvaguardia del rispetto e della Latta disteutte dai ribelli : incalcolabile il nu- | corr. fra la squadra di Cervera e quella'{ possa condurre cotanto .iafierire contro | integrità delle patrie istituzioni ». Spera Tolm mero delle vittime unane. Î dell'ammiragho americano Schley, viene | l’ autorità del vescovo, quando si sente ; che quest'atto non si farà troppo aspet- | ora to ‘anche’ all c i - Bott

Queste scene di terrore illuminate del | oggi recisamente smentita, scossa co socoiai di uplioza la stessa | tare. parte da Udine alle: 175 di Sari sanguigni bagliori di innumerevoli in- autorità sociale, scatenamento e i 5 vii i 85 Di cendi duraronò per parecchie settinane ; Quello che si son offerti di tare di passione è frutto della prevalenza Sha ma I IRE I RI il luo Spia

settaria, non può essere per noi che ca- gione di vivo rammarico.

Ci è tornato però di conforto l'ap- prendere le testimonianze di devozione di stima a lei spontaneamente offerte a risarcimento delle patite ingiurie, da cotesto capitolo metropolitano e dal

i capi insorti delle Filippine. Madrid, 25 (Ufficiale) S: ha

le città. più popolose avevano rispusto alla ribellione delle campague; 1 pic- coli borghesi e gli operai erano uniti è qu Manilia : La maggior parte dei capi ai contadini; sembrava che la rivolta dell’ ultima msucrezione si sono pre-

dovesse trivnfare ovuuque... Ina Venne, sentati al cap:tano generale offrendogli invece, a troncarla, catastrofe, di » di difendere la Spagna, Meaux. '

Cronaca Proticiale, (stncagzizine fe

luugo questo -in.-Valle dell’ Isonzo. L Tolmezzo. adesioni sr accettano Gi tutto domani

a Tolmezzo. 25 mag- | '"7 di.

Mostra bo

—.—--—@@ AIA

I ribelli si erano diretti in questa Le ultime notizie. clero addetto alla.cura d'anime nella gio. li Consiglio Comunale di Tol- . Camera d Commerele,. città per assaltarvi il duca d’ Orleans: ' Roma, 25. Bsleredi telegrafa alla Tri ae ca, Puberbib:* Amano abche sione: rd atrico, a Ce Franchigia di dazio: per..le. merci: nazionali cato )

erano più di 9000. AL loro arrivo fn- Duna da Kingston ( Giammaica ) 23 via rono ricevuti con grida di gioia dai eummerciale: I protughi dall’Avana piccoli borghesi di Meaux. Lo stesso annunziano che stante la deficienza dei sindaco fece aprire le porte della città viveri, la piazza potrà resistere ancora e andò incontro ai ribelli... « perchè poco più di ua mese; si fanno però dei . dice la cronaca del tempo anche i tentativi per riforniria. Avana è tal- borghesi odiavano molto } nobili per le mente munita, che gli americani possono loro continue insolenze ». t abbandonar ia idea di prenderla per «Furono imbandite per le vie e per forza; ogni tentativo fatto finora al le piazze numerose tavole, con cibarie nord di Uuba dagli americani per sbar- d'ogni sorta e vino : borghesi e jacques care delle truppe sulle coste dell’ is0Ìa; bonshommes bevvero insieme, al triunfo è stato vitturiosamente respinto dagli della loro ‘causa, gridando sempre: spagnuoli. Gli elletti dei famosi bor- morte ui gentiluomini! » bardamenti americani sono scarsi; anche . Ma la guarnigione di Meaux era stata a S, Juan di Portorico solo quatiro sol. rinforzata da numerosi battaglioni. dati furono uccisi ed un cannone smon- { pubblici banchetti erano appena tato sulla spiaggia, Venuero trovati gli finiti quando le truppe si fecero dinanzi avanzi di una nave e si congettura che ai jacques male armati e semi-nudi siano della nave americana Cincinnati. —,e he massacrarono circa settemila. Nessun scontro fra la squadra ameri»

Fu una vera carneficina! cana è la squadra spagnuola è ancora E allora, dopo tanti giorni di paura, avvenuto,

i nobili ripresero coraggio, uscirono dalle loro case 6 continuarono la rea.

di cui Iodammo pil -volte-l'energia ela mostre regionali bovine predisposte, ab- costanza dei propositi e l'attaccamento , biano luogo anzichè ogni anno

alla Chiesa, non si lasci -punto scorag- : Ogni due anni, e che quindi si tengano gUEnSo Ln volo giare, anzi, più. unito nell'ossequio ‘e ; nell’ autunno del 1899, 1901 e 190, Camere di Commercio, è comparsa una legge::secondo :la quale, a. partire. dal

nell’ ailetto ai suo pastore, perseveri Codroi % PAT pantano È Apiro 1 relseas. Len iui zione Ialiana che entro due ani ritor: i alvezza Sstez Tre malviventi arrestati. Ieri’ altro, in estero